Facciamo in modo che vadano volentieri a scuola materna

Posted By: Mariagrazia Ferrari new In: Sub Category 1 On: Comment: 0 Hit: 209

FACCIAMO IN MODO CHE VADA VOLENTIERI A SCUOLA!

Si avvicina settembre, e per molti bimbi questo vuol dire l'inizio della scuola materna.

Per chi è già stato all'asilo nido, questo momento è decisamente meno traumatico, ma chi come il mio Gabriele, è stato sempre con gli amati nonni, direi che questo momento sarà un ostacolo non facile.

 

Come possiamo fare per rendere questo momento più semplice possibile sia per mamma e papà, ma soprattutto per i nostri piccoli?

L'inserimento alla scuola materna costituisce per il bambino/a un momento importante per lo sviluppo sociale e psico-affettivo. Occorre prepararlo adeguatamente senza incutergli vani timori ed educarlo all'autonomia in tutti i campi.

L'autonomia dona a lui la sicurezza di saper fare da solo e di sentirsi grande.

Da parte dei genitori occorre assumere un atteggiamento sereno, equilibrato, rassicurante, affettuoso, ma deciso, pieno di fiducia, conoscendo le sue esigenze, i sentimenti, interessi e rispettando il suo mondo, senza lasciarsi commuovere dalle lacrime del bambino.

Il bambino è egocentrico e vive nel presente, per cui prova un forte senso di abbandono: "Adesso mamma va via e basta. Poi mamma tornerà?" Bisogna trasmettergli fiducia, la sicurezza che starà bene a scuola, anche senza i genitori, che farà cose belle e divertenti!

Se la mamma è titubante, prolunga il distacco e l'angoscia del bambino.

Lui percepisce l'insicurezza della mamma e diventa anche lui insicuro, non sa se si può fidare della scuola, inoltre queste reazioni e ansie emergeranno ogni volta che il bambino dovrà affrontare una difficoltà o una situazione nuova, anche in famiglia.

 

Vi segnalo qualche elemento da tenere in considerazione prima e durante l'inserimento perchè la frequenza della scuola dell'infanzia costituisca per il bambino un'esperienza positiva, rasserenante, ricca di spunti formativi per la sua intelligenza, la sua sensibilità, il suo carattere, la sua crescita.

 

Al mattino non buttate il bambino dentro la scuola con troppa fretta, ma neppure trattenetevi troppo con il vostro bambino, anche se piange. Consolatelo un pò, ma non aspettate che smetta di piangere per lasciarlo. I bambini smettono di piangere quando la mamma non c'è più. Prima piangono solo per trattenerla! Tutti attraversano la fase del senso dell'abbandono, chi prima e chi dopo qualche giorno. Il bambino deve sentire la vostra fermezza!

 

Appena il bambino stabilisce rapporti di amicizia con qualche amichetto o amichetta, da questo momento inizia l'inserimento e a frequentare volentieri.

 

Se il bambino piange, urla, strilla, si butta per terra, è solo la manifestazione naturale del suo disagio, del senso dell'abbandono. Capiamo il suo turbamento, senza derisioni o apprezzamenti ironici. Diciamogli:" hai ragione di... però...."

Rassicuriamolo che con questa bravissima maestra e i compagni potrà giocare, cantare, dipingere, tutte cose che a casa non può fare... e poi a scuola ci starà solo poche ore!

 

Assicuratelo che andrete puntualmente a riprenderlo, voi o i nonni ecc, ma ricordatevi che glielo avete promesso: senza anticipi e senza ritardi, sempre allo stesso orario, per un tempo sempre regolare, perché le continue variazioni mettono ansia e disorientano il bambino.Ciò potrebbe costituire per lui una dimostrazione che è di impiccio per voi, o una cosa da parcheggiare altrove!

 

Una buona colazione è un elemento molto importante per iniziare favorevolmente una giornata scolastica: alzatelo per tempo per dargli il tempo di mangiare con calma la colazione (senza biberon) e vestirsi

 

E' importante che vada a letto presto la sera.

 

Un'altra difficoltà sono le regole: il bambino abituato ad ascoltare e obbedire in famiglia è più sereno, si abitua prima a fare le cose quando è ora...se è abituato a fare quello che vuole, troverà dura la vita comunitaria!

 

Può capitare che venga a casa con qualche graffio, o con il grembiulino strappato: non è il caso di fare tragedie. Parlatene con il bambino, senza difenderlo troppo oppure sgridarlo, sono cose normali in una comunità di crescità!

 

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